Essere mamma oggi

un universo da scoprire!

L’universo “mamma”

Oggi come oggi è tutto più semplice di 50 o 60 anni fa: abbiamo apparecchi elettronici, informazioni, strumenti medici o semplicemente possibilità che le nostre nonne non potevano neanche sognare. Eppure ora la maternità è vissuta spesso come molto più complicata di allora. Le mamme oggigiorno affrontano la maternità sicuramente in modo diverso dal passato, nel bene e nel male con più consapevolezza, e questo le porta spesso a non avere fiducia nel loro saper essere naturalmente mamme.

La fragilità data dal momento particolare che sono la gravidanza e il puerperio, il sentirsi sempre in difetto grazie ai “buoni” (e spesso non richiesti) consigli di parenti, amici, vicini di casa, sconosciuti sull’autobus o in farmacia, chi più ne ha più ne metta, portano alla necessità di trovare indicazioni, procedure, metodi, tabelle e riferimenti di ogni tipo che possano far sentire “nel giusto”, quando invece le nostre nonne, con buona pace degli esperti di tutto il mondo, si sentivano ben sicure di ciò che facevano e si sentivano libere di “sbagliare” in tranquillità.

– Nella maternità, cosa c’è davvero di complicato?

Nel momento in cui nasce un bambino, nasce anche la madre.
Lei non è mai esistita prima.
Esisteva la donna, ma la madre mai.
Una madre è qualcosa di assolutamente nuovo.

Osho

Che tipo di maternità è la vostra?

(o che paternità è quella che state per affrontare?)

Questo bambino l’avete sognato, desiderato, cercato? O è semplicemente capitato?
Qualunque sia la risposta, dal momento in cui avete fatto il test di gravidanza, e in alcuni casi ben prima, si sono scatenate dentro di voi un vortice di emozioni e di domande.

L’idea di bambino o di bambina che comincia a formarsi nella testa di un genitore (o futuro tale) è come l’immagine di una fotografia che comincia a svilupparsi piano piano, e giorno dopo giorno tantissimi dettagli vanno ad aggiungersi, rendendo quest’immagine sempre più ricca, complessa e articolata.
Il momento del parto è un po’ come nella favola di Pinocchio, quando il burattino di legno diventa un bambino vero: da quel magico momento in poi non c’è più solo il desiderio di un bambino o di una bambina, ma c’è una nuova persona, intera, vera, unica, da conoscere e imparare a scoprire giorno per giorno.

La fotografia del bambino immaginato che abbiamo avuto in mente fino a quel momento si affianca al bambino reale che abbiamo tra le braccia, e potrebbe essere un paragone che ci emoziona, o che – con grande sgomento – ci turba.


Tantissime domande, legittime, naturali, alle quali non ci sono risposte giuste o sbagliate: c’è solamente il presente da vivere, giorno per giorno, con il suo naturale divenire.

  • Come sarà la gravidanza? Come sarà il mio bambino?

    (Anna)
  • Quali esami perinatali farò? Come sarà il parto?

    (Luisa)
  • Riuscirò ad allattare? E se avrà le coliche? Dove dormirà? dormirà? …e io?

    (Giovanna)
  • Svezzamento tradizionale o autosvezzamento? Come farò quando tornerò al lavoro... asilo, nonni o babysitter?

    (Elena)
  • Il mio corpo sarà diverso durante la gravidanza? Come sarò io dopo il parto? e il mio corpo… sarà di nuovo il mio?

    (Serena)
  • La vita sociale, le mie relazioni, come saranno dopo il parto? Come saranno la vita affettiva e la mia sessualità dopo il parto?

    (Patrizia)

Quando devo chiedere aiuto?

o meglio: quando VOGLIO chiedere aiuto

In qualsiasi momento vi sentiate di aver bisogno, quello è il momento giusto per chiedere aiuto! Che si tratti di un aiuto concreto (chiedere all’amica di prepararvi un sugo da tenere nel congelatore) o semplicemente di sapere che qualcuno è disponibile per bere una tazza di the in compagnia, durante la gravidanza e il puerperio è importante poter contare sulla vicinanza di qualcuno, è importante concedersi di appoggiarsi e di farsi aiutare senza timore di essere giudicati e senza preoccupazioni.


Quando lo psicologo?

Anche qui, la risposta è: in qualsiasi momento ne sentiate la necessità.

I momenti per cui ci si può sentire in difficoltà possono essere pochi come possono essere molti, non c’è una regola e non c’è nulla di cui vergognarsi.
Ogni persona è diversa e ogni donna reagisce in modo personale allo stress della gravidanza, del parto e del puerperio.

Proprio perché non ci sono “regole” o “standard” di riferimento, è possibile che i bisogni siano diversi e quindi diverse sono le possibilità.

superuserUniverso mamma