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dal mondo della psicologia

Come (non) aiutare un depresso

Essere depressi davvero non è una cosa da poco.

La depressione si manifesta in molti modi diversi: a seconda dei casi si può incappare in un episodio transitorio fatto di alti e bassi oppure in una vera e propria malattia, pervasiva e debilitante.

Chi soffre di depressione spesso finisce col sentirsi solo e incompreso a causa della sua problematica: a volte  si trova a dover combattere non solo con la malattia, ma anche a “combattere” contro i propri cari che, convinti di agire al meglio, peggiorano la situazione.

La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni

Le 7 cose da non dire mai ad una persona depressa

1. Quindi essere depressi è essere molto tristi, no?

No. Essere depressi ed essere tristi sono due cose molto diverse.

Anche l’essere molto tristi non è come essere depressi. Certo, fare una distinzione precisa può non essere facile, ma le due cose non sono uguali: tutti nella vita abbiamo avuto l’esperienza di essere anche molto tristi, ma non tutti (fortunatamente) facciamo l’esperienza della depressione.

Chi ne soffre non si sente semplicemente molto triste, ha anche tutta una serie complessa di altre problematiche, che possono coinvolgere molti aspetti della vita, che possono influire su sonno, fame, sulla capacità di portare a termine anche semplici attività quotidiane, che possono portare ad avere anche pensieri suicidari.

Quindi no, essere depressi ed essere molto tristi non sono la stessa cosa.

2. Hai provato a…?

Sì, molto probabilmente sì.

Chi ha una diagnosi di depressione spesso non solo è già in cura da uno psicologo o uno psichiatra, ma a volte ha già tentato di curarsi “da solo” con altri tipi di interventi, dall’agopuntura allo yoga, passando per il cambio di dieta e qualsiasi altra cosa.

Non dire che dovrebbe provare a… probabilmente l’ha già fatto.

3. Tirati su!

Purtroppo, nonostante questa sia una frase che si usa molto comunemente, non è sufficiente semplicemente “tirarsi su” per guarire dalla depressione.

Dire a una persona depressa “tirati su” sembra comunicare che se semplicemente provassero “di più” a stare meglio potrebbero in effetti farcela, e questo è incredibilmente frustrante per una persona che già sta combattendo contro la depressione. Fa sentire sbagliati e colpevoli.

Del resto, diresti mai ad una persona alla quale è stato amputato un dito di impegnarsi nel provare a farselo ricrescere?

4. È tutto nella tua testa

Beh, sì… in un certo senso sì.

La depressione comporta degli squilibri ormonali e chimici nel cervello, ma è anche molto più di questo, non è solo una questione di “testa”, ma anche di corpo: ci possono essere problematiche legate all’alimentazione, al sonno, mal di testa continui e farmaco-resistenti e molto altro ancora.

Dire “è tutto nella tua testa” è svilente e irrispettoso, nei confronti di qualcuno che soffre anche fisicamente oltre che psicologicamente.

Chi soffre di depressione non è un malato immaginario.

5. Non riesco neanche a immaginare

Già, probabilmente è vero, quindi una frase simile è davvero inutile.

Certo, sarebbe peggio fingere di riuscire a immaginare cosa si provi (ad esempio dicendo “anche io una volta sono stato molto triste”), ma questo non toglie che questa sia una frase davvero fine a se stessa.
Se pensiamo tra l’altro che la depressione è un viaggio personale, difficilmente si può pensare di entrare davvero nella depressione di qualcun altro.

A volte le persone dicono questo tipo di frasi come mere frasi di circostanza, non perché realmente stiano provando a immedesimarsi nei panni di un depresso; inoltre “immaginare” cosa sta provando un malato di depressione sembra implicare appunto che non sia reale.

Di nuovo: chi soffre di depressione non è un malato immaginario. 

6. Non ti eri curato?
(oppure)
Credevo che adesso con i farmaci stessi meglio

La depressione è una condizione medica che purtroppo, per alcuni, dura tutta una vita. Il trattamento farmacologico e la terapia, in casi sfortunati, sono necessari a vita per permettere all’individuo di mantenere un equilibrio che gli permetta di condurre un’esistenza normale.

Anche nei casi più fortunati, non è detto che la persona malata di depressione ne esca facilmente e velocemente appena comincia a curarsi.

Non c’è una “cura”: terapie e trattamenti non funzionano per tutti allo stesso modo e con le stesse tempistiche. 

7. Devi per forza prendere tutte quelle medicine?
(oppure)
Devi per forza continuare ad andare in terapia?

Sì, non chiederlo. Non chiederlo più.

La persona depressa è già abbastanza impegnata a cercare di occuparsi di se stessa, figuriamoci se ha tempo o voglia di spiegare a chi ha intorno che uscire dalla depressione non è cosa facile e che ha esattamente bisogno di “tutte quelle medicine” o “ancora terapia”.

Se non ne avesse davvero più bisogno, non prenderebbe ancora medicine e non andrebbe ancora in terapia. 

Quindi? Come posso aiutare un depresso?

A volte aiutare un amico o una persona cara malata di depressione significa semplicemente stargli vicino, continuare a cercare di coinvolgerlo nonostante i rifiuti, dargli un aiuto concreto aiutandolo con i lavori di casa, accompagnandolo alle visite mediche o alle sedute di psicoterapia, andando a comprargli i farmaci in farmacia.

Non c’è una prescrizione medica per amici e parenti di un depresso: a seconda del caso, può avere bisogno di cose molto diverse.

Un primo passo, un primo aiuto reale, può essere il non dire cose che possano umiliare o far sentire solo e incompreso chi soffre di depressione.

Un secondo passo può essere il chiedere a chi soffre di depressione cosa possiamo fare per lui… e non scoraggiarci o offenderci se ci sentiamo rispondere “non lo so”.

 

L’articolo originale su The Guardian

Dott.ssa Elisa CerantolaCome (non) aiutare un depresso
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